“Desidero quindi sono”. Come amplificare il desiderio e restare felici

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Ve lo ricordate Will Rogers?

Be’, forse no. Vi stiamo chiedendo troppo. Anche perché ci ha lasciato nel lontano 1935, quando anche i nostri nonni avevano i pantaloni corti. E quindi è difficile avere ricordi di questo attore, comico, giornalista americano di origine cherokee cresciuto tra la fine del cinema muto e la comparsa del sonoro.

A noi di Kolorado Will Rogers, nonostante sia scomparso quasi un secolo fa, sta particolarmente simpatico.
Per due ragioni. La prima è per la sua bravura. Se avete modo di riprendere dei vecchi film, ne ha fatti circa 70, non potete non ridere della sua buffa faccia e delle sue arguzie (“spendiamo soldi che non abbiamo ancora guadagnato, per comprare cose di cui non abbiamo bisogno, per fare colpo su persone che non ci piacciono”).

La seconda è perché, tra le tante battute che ricordiamo, questa è quella che fa al nostro caso: “Noi non sappiamo ciò che vogliamo ma siamo pronti a mordere qualcuno per ottenerlo”.

Il valore di un desiderio

Il che ci introduce all’argomento di questo post: il desiderio.

Che cos’è il desiderio?
Secondo la definizione filosofica del concetto il desiderio “è uno stato di affezione dell’io, consistente in un impulso volitivo diretto a un oggetto esterno, di cui si desidera la contemplazione, oppure, più facilmente, il possesso” (Wikipedia).

Il desiderio è, dunque, una competente fondamentale nella scelta e nell’orientamento a un’azione da parte di una persona.
Diventa essenziale quando si parla di marketing e comunicazione per aziende. Perché amplificare la percezione di un desiderio potrebbe essere la chiave di volta, lo spartiacque per avere successo nel lancio di un prodotto o nella gestione di una campagna pubblicitaria.

Si può creare dal nulla un desiderio?
No, ma si può intercettare e costruire la percezione di un prodotto o di un servizio  in un determinato target di persone (i desideri espressi o latenti non sono universali, coinvolgono gruppi di persone).

E come si fa?
In primo luogo facendone intuire il valore. Non capiamo di desiderare qualcosa fintanto che non comprendiamo la sua importanza. Ma per aumentarne il desiderio questo non basta.

Scarsità e sacrificio 

Serve introdurre almeno altri due elementi: il concetto di scarsità e quello di sacrificio.

Il nostro cervello è programmato per desiderare le risorse che appaiono di scarsa disponibilità. Una risorsa diventa limitata se: è presente in numero inadeguato, è limitata nel tempo, dobbiamo gareggiare con altre persone per portarcela a casa.

E poi, desideriamo maggiormente qualcosa se per averlo ci siamo impegnati periodicamente in uno o più sacrifici.
Quali?Di tempo, risorse, attività.

Ma il nostro cervello è pigro. Per fare in modo che inizi ad impegnarsi in un sacrificio bisogna rendere il sacrifico semplice da intraprendere, dando soddisfazione al desiderio chiarendone subito l’obiettivo, cercando rendere il sacrificio piacevole da ripetere (lo sosteneva Nir Eyal applicando al meccanismo il «modello di generazione dell’abitudine»).

Quattro consigli

Quindi, in definitiva, e per rispondere alla domanda su come si fa ad aumentare la percezione del desiderio, e dunque il valore del vostro prodotto, noi di Kolorado possiamo darvi questi consigli:

1. Creare un contesto che valorizzi al massimo il  prodotto/servizio.
2. Trasmettere esclusività e limiti nella disponibilità di ciò che si vende.
3. Impegnare l’utente in un sacrifico piacevole prima di acquistare il prodotto/servizio.
4. Oppure contattarci. Lo faremo noi per voi.