I nuovi algoritmi di Facebook, la sfida del 2017 sono i contenuti user generated

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La parola d’ordine per chiunque si approcci alla pubblicazione/pubblicizzazione dei propri contenuti è “comparire sulla News Feed”. A tutti i costi, o quasi. La Sezione Notizie di Facebook del proprio pubblico target, è la metà che tutti i brand vogliono raggiungere per promuovere i loro contenuti e la “corsa” per accaparrarsi questo spazio è diventata una vera e propria sfida. Soprattutto da quando ci si è concentrati sull’utilizzo degli strumenti di advertising forniti da Facebook, tool che il social network aggiorna e cambia con tempistiche sempre più rapide.

Su ciò che ruota intorno alla Sezione Notizie e più in generale sull’importanza dei contenuti pubblicati su Facebook, è stato da poco pubblicato un interessante studio elaborato da Mavrck, piattaforma che opera nella gestione degli influencer e del marketing sui social network attraverso il sistema del “passaparola”. O del word of mouth, per dirla in inglese.

L’analisi. Lo studio di Mavrck, realizzato all’interno del 2016, ha analizzato la bellezza di 25 milioni di post ed è giunto ad una conclusione su cui gli operatori del settore – a cominciare dai social media manager – dovrebbero cominciare a ragionare: i nuovi algoritmi di Facebook hanno rimesso la chiesa al centro del paese, per citare un ex allenatore della Roma. In particolare Fb ha deciso di tornare a puntare sui contenuti prodotti dagli utenti, ovvero gli user generated content, che assumeranno nei prossimi mesi un ruolo cruciale per il marketing.

Quelli di Mavrck hanno analizzato, nello specifico, i contenuti brand-generated e quelli user-generated partendo da un presupposto: le novità all’algoritmo di Facebook riflettono l’approccio che il singolo utente ha nei confronti dei contenuti che gli arrivano sulla propria Sezione Notizie.

Ricordiamo che il nuovo algoritmo di Facebook – con cui fare i conti – introduce una priorità ai contenuti con video, ai contenuti attendibili e ai contenuti pubblicati dagli utenti più “prossimi”. Per cercare di ridurre il fenomeno del clickbaiting, in pratica, Facebook ha dato la priorità ai contenuti che provengono dai nostri familiari e dagli amici più stretti e questo ha portato ad un forte aumento del livello medio di engagement per i post pubblicati.

Tornando a questioni più strettamente professionali, quelli di Mavrck hanno anche notato un altro fenomeno: i post pubblicati dagli utenti e inerenti ad un brand sono stati ben sette volte più efficaci rispetto a quelli prodotti e pubblicati direttamente dal brand stesso. Il ragionamento che ne consegue è molto semplice: per fare buone campagne di marketing d’ora in avanti bisognerà coinvolgere maggiormente gli utenti, gli influencer e i micro-influencer (quelli con utenti compresi tra 500-5000 unità). La sfida, suggeriscono quelli di Mavrck, è quella di riuscire ad attivare processi spontanei in cui siano gli stessi consumatori-utenti i principali promotori delle campagne di marketing pubblicando e condividendo contenuti relativi ai brand.